Solo il 18% dei visitatori legge parola per parola una pagina web. Il risultato è disarmante: meno di 2 persone su 10 leggono un intero post sul blog.

La maggior parte fa una veloce scansione del post (chiamata anche “lettura veloce”).

Chi condivide un post spesso non lo ha nemmeno letto, molti hanno letto solo il titolo o guardato l’immagine.

Quindi il numero delle condivisioni non è direttamente proporzionale all’interesse per il contenuto di un post.

Scrivere per il web significa organizzare un testo per dare una risposta chiara, semplice, immediata.

I titoli dei paragrafi devono anticiparne l’argomento.

Non devi far pensare l’utente” (Steve Krug – uno dei più noti esperti di web usability).

Il web è il  luogo delle “cose facili e veloci”.

Ricorda anche che tu stai dando una risposta in base alla ricerca che l’utente compie. Tali ricerche si dividono in informazionali, transazionali e navigazionali.

Tu devi scrivere per il web prendendo in considerazione l’intento di ricerca. Ovvero dalla reale esigenza che si trova dietro la query.

Cosa si aspettano di trovare le persone in questo contenuto? Come posso ottimizzarlo considerando anche che devo curare anche l’usabilità e la qualità del testo?

Di seguito alcune regole utili alla scrittura di un articolo, post  (specialmente se online).

  • Keywords: per ottimizzare un testo è necessario anche usare delle parole chiave. Pensiamoci: cosa digita un utente quando cerca qualcosa? In base a quello è bene utilizzare nel testo delle keyword correlate.

Esempio facile: se voglio pompare un mio articolo sugli hotel per famiglie a Rimini, presumibilmente userò queste parole e simili: family hotels Rimini, Rimini hotel famiglia, vacanze famiglia Rimini etc.

Un’altra volta vediamo come cercare le parole chiave migliori, eh! Può sicuramente essere utile simulare: essere noi la persona che effettua la ricerca e studiare i risultati.

  • Piramide rovesciata: inizia il tuo articolo partendo dalle conclusioni. Vai subito al dunque, dicendo immediatamente la cosa più importante nella prima parte di testo e poi, via via, scendi nei dettagli.

  • Spiegalo a tua nonna! O al salumiere, al giornalaio… Scegli un argomento complicato e rendilo chiaro e piacevole a tutti. Un po’ come fa Piero Angela!

Il tuo impegno è semplificare ogni passaggio, dalla scelta dei termini alla struttura delle frasi.

  • Formatta, ma non usare il giustificato. Meglio l’allineamento a sinistra.
  • Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento.
  • Respira mentre scrivi: un esercizio utile è rileggere a voce alta. Questo serve a eliminare le frasi troppo lunghe. Non subito, ma dopo ore o anche giorni per correggere meglio i refusi.
  • Le 5 sillabe: una strategia è evitare parole con più di 5 sillabe – se possibile -. Questo rende il testo più leggibile. Meno stress per il lettore = maggiore permanenza sul sito = maggiore traffico.
  • Fa’ attenzione alle lettere maiuscole: la lettera maiuscola va sempre messa a inizio frase, nei nomi propri di persona, di luogo, e quando si deve distinguere tra la “terra” che mettiamo nei vasi per i fiori e tra la “Terra” come pianeta.

Su Google è possibile sciogliere tutti i dubbi. Comunque: regione, comune, stato, l’aggettivo di uno stato si scrive minuscolo (io sono italiano, francese, etc).

  • MAI usare TUTTO MAIUSCOLO. PER IL WEB EQUIVALE A URLARE E POI DISTURBA ALTAMENTE LA VISTA E TOGLIE IMPORTANZA ALLE PAROLE REALMENTE UTILI DA SCRIVERE IN MAIUSCOLO. E A GOOGLE NON PIACE TUTTO QUESTO.
  • Etc\ecc si usano una volta sola e senza punti di sospensione dopo.
  • Attenzione agli accenti (Google li conosce ;P).
    • Per le lettere maiuscole accentate si può fare in 4 modi:
      • cercare su Google;
      • andare su Word. Scrivere anche solo una lettera e mettere il punto (.) poi fare spazio e scrivere la lettere minuscola. Word in automatico te la trasforma in maiuscola; andare su Word: c’è la funzione “tutte maiuscole”. Selezionare la lettera e cliccare sulla funzione;
      • Usare il codice ASCII. Ogni carattere speciale corrisponde a un numero. Si clicca su ALT e si digita il numero.alt + 0192 = À;
      • alt + 0193 = Á;
      • alt + 0200 = È;
      • alt + 0201 = É;
      • alt + 0204 = Ì;
      • alt + 0205 = Í;
      • alt + 0210 = Ò;
      • alt + 0217 = Ù;
      • alt + 2018 = Ú;
      • alt + 211 = Ó.
  • Non esagerare con i punti esclamativi in un testo (a fine di una frase comunque ne va SOLO 1).
  • Se devi presentare dati numerici, inseriscili in tabelle: aumenti la leggibilità dei dati e dai un’impostazione più professionale al tuo contenuto.
  • Termini stranieri: se entrati nell’uso comune scriverli normalmente, altrimenti si usa il corsivo. Per capire quali siano in uso basta consultare un buon dizionario (Treccani online va bene).
    • In entrambi i casi, il termine va scritto secondo la grafia originale: per esempio, i termini francesi mantengono gli accenti, quelli tedeschi conservano l’iniziale maiuscola.
    • Se le parole straniere che andrebbero in corsivo ricorrono frequentemente nel testo, si può scriverle in corsivo solo la prima volta, mettendo eventualmente la loro traduzione tra parentesi. Le volte successive, si possono scrivere in tondo.
  • Eliminare la formattazione di Word con Blocco Note. Quindi prima scrivere su Blocco Note e poi riportare sul sito.
  • Usa i verbi alla forma attiva: è più scorrevole e più immediata. (Il gelato non è mangiato dal bambino. Ma è il bambino che mangia il gelato).
  • NO plurale dei termini stranieri (biker, non bikers).
  • I numeri. Si scrivono in lettere, per esteso. Quando riportiamo calcoli di qualunque tipo vanno sempre espressi in cifre.
  • Il segno di punteggiatura dopo grassetto o corsivo deve essere grassetto o corsivo.
  • Quando un sostantivo termina in -zione è meglio farlo diventare un verbo. Per esempio: eliminazione – eliminare \ creazione – creare.
  • Sta’ attento alle frasi lunghe: la conclusione deve sempre essere logicamente connessa alla premessa.
  • Usa poco gli avverbi, specialmente quelli che… terminano in “-ente”.
  • Il numero giusto di parole per frase si stima su 14\16 ma qualcuno dice 30… Insomma, usa il buon senso!
  • La “D” eufonica: si intende la lettera “d” alla fine di una congiunzione o di una preposizione. Faccio un esempio: “ed era notte”. Si usa quando la parola successiva inizia con la stessa vocale con cui termina la precedente.
  • UN: se la parola che segue è maschile, NON si apostrofa MAI. Se la parola successiva è femminile, sì: perché sarebbe UNA che perde la A e piange. 😉
  • Qual è si scrive SENZA apostrofo.
  • Po’: si scrive SEMPRE con l’apostrofo. Po è il fiume. Pò NON esiste.
  • Formatta il testo: suddividi il tuo contenuto in piccoli “tocchi”, lunghi al massimo cinque-sei righe ciascuno. Questo per evitare il terribile effetto “muro di testo”.
  • Bisognerebbe tra l’altro verificare come il testo risulti dai vari dispositivi dopo la pubblicazione. Perché su PC, tablet e telefono si vede diversamente 😉

  • Suddividi il testo in paragrafi, ognuno con un sottotitolo (tag H2). Molti lettori non saranno interessati a ogni singolo punto dell’articolo preferendo saltare nel testo per individuare le informazioni utili. Purché ogni sottotitolo sia attinente al testo seguente. Ammessi anche H3, per i paragrafi dei paragrafi.
  • Sfrutta gli elenchi puntati e numerati: sono molto leggibili e attirano l’attenzione del visitatore, favorendo la lettura.
  • Gli elenchi si scrivono così:
    • tra il simbolo di apertura e l’inizio del testo va lasciato uno spazio fisso (oppure una tabulazione).
    • È preferibile che le righe successive alla prima comincino con un rientro rispetto al margine del foglio o della pagina web, affinché ogni singolo punto dell’elenco risulti sufficientemente evidenziato.
    • Punteggiatura alla fine. Bisogna guardare alla punteggiatura usata al suo interno: se i blocchetti sono brevi e al loro interno non ci sono segni di punteggiatura, basta una virgola.
    • Se invece all’interno dei blocchetti ci sono delle virgole, occorrerà usare almeno il punto e virgola.
    • Se particolarmente lunghi e hanno al loro interno una punteggiatura complessa, è obbligatorio il punto.
    • Fondamentale è che il segno di punteggiatura finale sia lo stesso per tutti i blocchetti dell’elenco. Quando si usa il punto, ogni blocchetto, anche il primo, deve iniziare con la maiuscola.
    • In generale, specialmente se i punti sono molto brevi, si può usare il punto di chiusura solo per l’ultimo.
  • Usa la punteggiatura: è un prezioso alleato e facilita la comprensione del testo, rendendola immediata.
  • I punti di sospensione devono essere sempre tre e, nella maggior parte dei casi, si attaccano alla parola che li precede.
    • Sono seguiti da uno spazio, a meno che il carattere successivo non sia una parentesi di chiusura o un punto interrogativo.
    • Quando sono in fine di frase, la frase successiva inizia con la lettera maiuscola.

  • Come scrivere introduzione e conclusione: quando si scrive un testo è sempre meglio suddividerlo in:
    • introduzione → si presenta l’argomento in breve.  È meglio dare all’utente l’informazione per cui sta leggendo, se vuole approfondire, proseguirà;
    • corpo → il cuore dell’articolo;
    • conclusione → il punto della situazione, alla luce di quanto scritto. Di solito si ribadiscono i concetti espressi, riassumendoli e magari sottolineandone uno in particolare, quello per noi più importante. Oppure si possono aprire strade ad altri argomenti, inserendo l’articolo in un contesto più ampio.
  • Come impostare il corpo dell’articolo: partire da una scaletta. Se è possibile, si può trasformare la scaletta in un elenco o in paragrafi.
  • Intervallare il testo con immagini: le immagini hanno due distinti scopi:
    • soddisfano il desiderio inconscio del lettore per gli stimoli visivi;
    • forniscono delle pause tra i vari blocchi di testo, favorendone la leggibilità.
  • Seleziona le fonti: devono sempre essere attendibili!
  • Usa un font leggibile che non stanchi il lettore.
  • Usa il grassetto: per dare enfasi,ma non più di quattro-cinque parole. Non esagerare: non vogliamo far diventare tutto importante allo stesso modo, altrimenti… niente è davvero più importante. E poi diventerebbe pesante da leggere.
  • Link esterni: ok. Non esagerare. Uno va bene per ogni citazione (per esempio se citiamo Ferrari, ok il link la prima volta ma non tutte le ripetizioni del termine Ferrari!).
  • Link interni ok: significa inserire link ad altri articoli sul proprio sito.
  • Revisione finale: leggi le frasi una sì e una no, rileggi il testo al contrario (dalla fine) e\o ad alta voce. Aiuta a trovare gli errori 😉
  • Lunghezza del testo: dipende! Da quanto ne sai sull’argomento, dall’importanza dell’articolo… Generalmente non meno di 400\500 parole. Ricorda che un articolo deve soddisfare una domanda, una richiesta da parte di chi ha effettuato una ricerca. La tua risposta deve essere esaustiva.

Un testo SEO friendly potrebbe essere anche molto più lungo (anche 2000 parole) purché sia interessante, o l’utente si annoia e purché sia redatto BENE.

  • La qualità aiuta la SEO. A Google piacciono i testi scritti a modo e li premia.

Esempio pratico

TITOLO: titolo 😉

META DESCRIZIONE: tra i 150\160 caratteri spazi inclusi.

TESTO: non sarebbe male usare la parola chiave primaria già nel primo paragrafo e in grassetto.

TITOLO in H1

Metadescrizione

PARAGRAFO H2

Bla bla bla

PARAGRAFO H2

Bla bla bla

SOTTO PARAGRAFO H3

Blu blu blu

PARAGRAFO H2

Bla bla bla

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