Malcontento e fiumi di polemiche in reazione alle nuove disposizioni imposte dal governo cinese in merito alla navigazione sul web.
Le attività pubbliche come bar, locali, ristoranti, alberghi e internet caffè sono tenuti, per ordine dello Stato e tramite il  monitoraggio della Polizia a eseguire l’installazione di un oneroso software in grado di monitorare e registrare i movimenti, nonchè i dati di tutti coloro che intraprendono una connessione sul web in un determinato locale.
Ancora censura trasversale nel Sol Levante, giustificata con l’esigenza di limitare l’accesso a siti vietati come quelli pornografici, d’azzardo e di download illegali.
Il software, dal costo compreso tra i 2.000 e i 4.000 euro, se non installato porterà una multa di circa 1.500 euro ai gestori reticenti.
Innumerevoli dunque le polemiche soprattutto nel mondo giovanile e dagli operatori dei settori interessati dall’adeguamento forzato.

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