Baidu è il motore di ricerca più diffuso in Cina per questo motivo gli interessi economici relativi a esso stanno aumentando notevolmente.

Laddove Google ha il monopolio nei paesi occidentali, in Cina è Baidu a dominare il mercato. Ovviamente, come tutti i motori di ricerca, ha le sue regole e molte sono differenti dalle pratiche di Google.

Fare SEO su Baidu vuol dire innanzitutto sottostare alla censura del governo cinese e in secondo luogo conoscere i modi di fare degli utenti. Quindi come muoversi per fare del buon Seo in Cina?

È fondamentale che i contenuti non siamo duplicati, proprio come per Big G, altrimenti il lavoro di posizionamento risulta inutile, per questo motivo è necessario conoscere la lingua, più affidabile sarebbe un madrelingua, data la complessità del cinese, sia parlato che scritto.

Gli utenti preferiscono i caratteri cinesi a quelli occidentali e in più presentare un sito non ben espletato in cinese vuol dire non essere apprezzati, la qualità dei contenuti è fondamentale proprio quanto la quantità.

I title tag che per Google hanno limite a 70 caratteri, per Baidu si scende a 35 caratteri, la meta description tag, da Google non viene più considerata, a differenza di Baidu, fondamentale per il posizionamento. Le meta keyword tag non sono più prese in considerazione da Google, ma sono decisive per Baidu ed è utile utilizzarle in tutte le pagine evitando il keyword stuffing, anche qui.

Importanti gli heading tag, H1 e gerarchia corrispondente. Anche in questo caso la grande quantità di contenuti e il loro aggiornamento continuo, determina la maggiore affluenza. Sottodomini e domini multipli non vengono ben visti da Baidu, che preferisce un solo dominio.

Anchor text nella link building vengono presi molto in considerazione da Baidu che favorisce piuttosto la quantità alla qualità, per questo motivo è ancora diffusa la pratica di acquisire link di bassa qualità, anche se è sconsigliabile fare i pericolosi “schemi di link”.

Un grande ostacolo sono le leggi cinesi e la burocrazia, per esempio sarebbe necessario dichiarare la propria base in Cina. Stesso discorso vale per i domini, i preferiti hanno l’estensione .cn, .com e .net, il discorso vale anche per il web hosting, Baidu preferisce che un sito abbia un host in Cina, cosa che oltre al posizionamento favorisce la velocità di caricamento.

Tra i “Webmaster Tools” di Baidu, per poter analizzare i dati delle azioni, si trovano, ovviamente, strumenti cinesi, come Tongji, gratuito come Google Analytics, ma dalle funzioni ridotte e talvolta poco affidabili.

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