Come tutti gli addetti ai lavori sanno, per fare Seo  non ci sono delle tecniche precise, ma più che altro si cerca di seguire delle linee base che ormai tutti conoscono, due di queste linee base sono le seguenti:

-Scrivere testi sempre nuovi, MAI copiati, e soprattutto scrivere per l’utente e non per il motore di ricerca;
-“Intuire” come un motore di ricerca decide di premiare o meno una pagina, ovvero in base al contenuto al suo interno, quindi cercare di creare contenuti adatti al posizionamento.

Queste due tecniche, che condizionano fortemente il posizionamento dei siti sui motori di ricerca, sono come si può facilmente notare in forte in contrasto tra loro, e riuscire a bilanciarle non è sempre facile e spesso una delle due viene trascurata per dare spazio all’altra; qui si inizia a fare la prima distinzione tra White Hat Seo e Black Hat Seo.

Come si può dedurre dal nome i White Hat Seo sono i webmaster che prediligono un’ottimizzazione più naturale possibile e cercano di rendere il proprio sito il più facilmente navigabile da parte dell’utente piuttosto che “bello” agli occhi dei motori di ricerca.

Dal lato opposto ci sono i Black Hat Seo, ovvero chi usa strategie e tecniche di ottimizzazione dei siti internet forzate in modo da cercare di manipolare il più possibile la serp dei motori di ricerca.

Per comprendere se un sito internet o un blog è indirizzato più verso una di queste tecniche piuttosto che un’altra non è sempre facile, ma ci sono diversi modi per cercare di capirlo.

L’uso del Black Hat Seo non solo il vecchio spam che veniva utilizzato in principio prima degli aggiornamenti di google, da panda a penguin, esistono anche altre tecniche che aiutano un sito a salire prima nella serp di google; alcune di queste tecniche sono:

-Il “Keyword Stuffing”, ovvero inserire  più volte all’interno della stessa pagina di una specifica parola chiave (keyword) in modo tale da aumentare il più possibile e in maniera non naturale la key density all’interno della stessa.

-Il “Cloaking”, con il cloaking vengono sottoposti agli “spider” dei contenuti differenti rispetto a quelli che in realtà visualizzano gli utenti.

-“Doorway”, vengono chiamate doorway o anche gateway, quelle pagine senza contenuti reali, create solo per spingere altre pagine del sito.

-“Desert Scraping”, la tecnica del desert scraping prevede il reperimento e la ripubblicazione di pagine, testi o addirittura siti altrui che non sono più indicizzati nei motori di ricerca.

Questi sono solo alcuni dei sistemi utilizzati dai Black Hat Seo; queste tecniche sono molto rischiose però, perché se i motori di ricerca si accorgono dell’utilizzo di una o più di queste strategie si può incorrere in penalizzazioni o addirittura in Ban nei casi più gravi.

Anche lo scambio link aggressivo è una tecnica di Black Hat Seo e non viene vista di buon occhio dai motori di ricerca, spesso è meglio avere pochi link in entrata però autentici, piuttosto che molti “finti”.

In poche parole il Black Hat Seo può dare ottimi risultati nell’immediato, ma con il passare del tempo, grazie ai continui e numerosi aggiornamenti dei motori di ricerca, i siti che ne fanno uso vengono sempre identificati e penalizzati, mentre si vedono premiare i White Hat Seo. Detto questo sta a voi decidere se puntare sul un posizionamento dal breve periodo o in un posizionamento a lungo termine, usando il White Hat Seo.

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